Quando si parla di bambini e intelligenza artificiale (AI), spesso la prima cosa che si è portati a pensare è l’interazione tra questi e un robot.

In realtà, siccome per intelligenza artificiale si intende la capacità di una macchina di mostrare attitudini umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività, gli incontri dei bambini con l’AI sono molteplici, e non necessariamente implicano la presenza di robot.

Come i bambini interagiscono con l’intelligenza artificiale

Bambini e adolescenti interagiscono con tecnologie basate sull’intelligenza artificiale in tanti modi diversi.

Lo fanno, ad esempio, quando usano particolari tipi di giocattoli e videogiochi, quando parlano con assistenti virtuali, o quando imparano usando software di apprendimento adattivo (cioè basati sulle peculiarità del singolo studente).

Non solo. Nel momento in cui accedono a internet, gli algoritmi di intelligenza artificiale forniscono consigli ai bambini su quali video guardare, quali notizie leggere, quale musica ascoltare, con chi stringere amicizia, o chi seguire sui social.

Negli ultimi anni particolarmente rilevante è la crescente diffusione di smart speaker, dispositivi indossabili (come smartwatch e cinturini per il fitness) e giocattoli connessi a internet.

Gli smart speaker si utilizzano per svolgere diverse attività, come ascoltare musica, recuperare informazioni, creare promemoria, comunicare con le persone, e controllare altri device.

Molti genitori che hanno in casa altoparlanti intelligenti (Amazon Echo o Google Home) li usano anche per raccontare storie della buonanotte ai propri figli.

Attraverso pratiche di uso intimo e quotidiano, gli altoparlanti intelligenti (così come altri oggetti) vengono incorporati nella routine domestica al punto da interferire con le relazioni familiari.

Si tratta di un vero e proprio processo di “addomesticamento” dei dispositivi e dei giocattoli connessi a internet, grazie al quale le famiglie accolgono i sofisticati prodotti della tecnologia nella propria sfera privata.

Gli svantaggi dell’AI per i minori

Le interazioni quotidiane dei bambini e degli adolescenti con l’AI comportano in ogni caso dei rischi.

Si possono individuare almeno tre ambiti in cui è ragionevole pensare che la presenza dell’intelligenza artificiale avrà conseguenze negative.

Diritti

Esiste un rischio sostanziale che l’uso incontrollato dell’AI o dell’apprendimento automatico, per determinare chi ha accesso a quali servizi (e a quale prezzo/qualità), possa rafforzare pregiudizi e discriminazioni, e impedire a bambini e adolescenti di avere le stesse possibilità.

Occupazione e competenze 

Gli esperti prevedono che i robot sostituiranno gli esseri umani in metà dei posti di lavoro dell’economia odierna entro il 2025.

Questo significa che nel giro di pochi anni molte occupazioni non esisteranno più e saranno sostituite da altre che richiederanno competenze digitali specifiche, e che dovranno essere soddisfatte dagli studenti e dalle studentesse di oggi.

Ma il nostro sistema scolastico è pronto ad affrontare al meglio la sfida di formare e indirizzare i futuri talenti?

Socialità

Quando all’apprendimento tradizionale, e cioè in classe, si sostituiscono sempre di più applicazioni e programmi per la didattica digitale, è facile prevedere ripercussioni dal punto di vista dello sviluppo sociale.

Il caso di Replika

Per dare un’idea della “pericolosità” dell’intelligenza artificiale, se non ben gestita, si può citare il caso di Replika, un chatbot che stava avendo molto successo, soprattutto tra i più giovani.

Ebbene, lo scorso febbraio il Garante della privacy ha deciso di bloccare Replika.

Ciò significa che, almeno per ora, la società statunitense Luka Inc che sviluppa e gestisce l’applicazione, non può più trattare i dati personali degli utenti italiani.

Prima di spiegare come mai l’Autorità è intervenuta con un simile provvedimento bisogna chiarire che cos’è Replika e a che cosa serve.

Replika è un chatbot dotato di un’interfaccia scritta e vocale che, basandosi sull’intelligenza artificiale, genera un “amico virtuale”.

Si tratta di un robot creato per chattare e munito di doti di “affective computing”, quell’informatica affettiva che si dice animerà tutti i robot destinati a prendersi cura delle persone fragili, come bambini e anziani.

Basta scaricarlo sul cellulare per farlo diventare il proprio migliore amico.

È sempre disponibile per ascoltare problemi, consigliare e confortare, in particolare se si attraversa una fase di depressione, ansia o un periodo difficile.

“L’amico virtuale”, presentato come in grado di migliorare il benessere emotivo dell’utente, consente a chiunque interagisca con lui di ridurre l’ansia attraverso la gestione dello stress e la socializzazione.

Ha quindi caratteristiche che, intervenendo sull’umore della persona, possono risultare pericolose per i soggetti in fase di sviluppo o in stato di fragilità emotiva.

Infatti, dopo l’installazione di Replika, molti utenti hanno iniziato a lamentarsi del fatto che l’app risultava spesso troppo invadente o anche molesta, per mezzo di messaggi a sfondo sessuale.

Perché il Garante è intervenuto contro Replika

A seguito della proliferazione di recensioni negative e di notizie in cui i media hanno raccontato i retroscena oscuri di Replika, il Garante della privacy ha avviato delle indagini che hanno portato alle seguenti conclusioni: l’applicazione presenta […] concreti rischi per i minori d’età, a partire dalla proposizione ad essi di risposte assolutamente inidonee al loro grado di sviluppo.

Più precisamente, l’Autorità ha fatto notare che l’app è sprovvista di qualsiasi meccanismo di verifica dell’età, come filtri per i minori, ma anche di blocchi di fronte a dichiarazioni in cui l’utente espliciti la propria minore età.

Infatti, durante la fase di creazione di un account, la piattaforma si limita a richiedere solo nome, email e identità di genere.

In conclusione, il Garante ha deliberato che Replika viola il Regolamento europeo sulla privacy, non rispetta il principio di trasparenza ed effettua un trattamento di dati personali illecito, in quanto quest’ultimo non può essere basato, anche solo implicitamente, su un contratto che il minorenne è incapace di concludere.

Lo stop, per la società sviluppatrice statunitense, ha comportato anche l’obbligo di comunicare, entro 20 giorni dall’emanazione del provvedimento, le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto dal Garante, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo.

Le implicazioni positive dell’intelligenza artificiale

L’AI è dunque solo una potente minaccia da tenere a bada?

Naturalmente no. L’intelligenza artificiale fa anche tanto bene alla crescita e allo sviluppo di bambini e adolescenti.

Ha un potenziale che, se sfruttato a pieno, può garantire enormi benefici al futuro delle nuove generazioni.

Migliore è l’AI, migliore è l’adattamento ai bisogni, al contesto, alle preferenze e alle priorità di ogni individuo.

Si può dire che, per ogni svantaggio causato dal ricorso alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, essa offra allo stesso tempo anche un vantaggio.

Ecco una breve lista di 3 opportunità che il ricorso all’AI può comportare:

1) Strumenti di apprendimento personalizzati

Se da un lato la didattica digitale e individuale rischia di ridurre le occasioni di socializzazione, è innegabile che gli strumenti di apprendimento personalizzato possono ampliare l’accesso a moltissime risorse e migliorare i risultati educativi dei bambini.

2) Accessibilità

La tecnologia AI offre le soluzioni più intelligenti a diversi problemi.

Alimenta assistenti virtuali, dispositivi robotici, applicazioni e altre tecnologie che possono consentire l’accessibilità all’istruzione e a tanti altri diritti a persone diversamente abili, anche grazie a strumentazioni molto complesse.

3) Supporto cognitivo

Le tecnologie di AI possono integrare l’intelligenza e le abilità innate, consentendo di accedere alle informazioni più velocemente e diventare più efficienti nella vita quotidiana. 

Per ampliare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale ai più piccoli, è importante che le discussioni sul suo sviluppo si tengano ora, e che l’AI sia progettata senza dimenticare il suo impatto sui più giovani.